
30 anni in Azimut: una storia di fiducia, indipendenza e futuro
10 ottobre 1996 – 10 ottobre 2026
Trent’anni. Un traguardo importante, che invita a guardare indietro con soddisfazione, ma soprattutto avanti con entusiasmo.
Il 10 ottobre 1996 iniziava ufficialmente il mio percorso professionale in Azimut Consulenza per Investimenti SIM.
Oggi, esattamente trent’anni dopo, sono ancora qui. Nello stesso Gruppo, con la stessa convinzione nella centralità della consulenza finanziaria e con la consapevolezza di aver attraversato un periodo di trasformazioni straordinarie, per i mercati, per la nostra professione e per la stessa Azimut.
Una scelta professionale diventata una storia
La mia attività di consulente finanziario è iniziata nel 1989, in Interbancaria Investimenti, realtà del gruppo BNL.
Quando nel 1996 scelsi Azimut, avevo già maturato un’esperienza significativa nel settore. Cercavo un modello professionale che valorizzasse l’autonomia, la competenza e la possibilità di costruire nel tempo rapporti solidi con i clienti.
Quella scelta si è trasformata in un percorso lungo trent’anni.
Non sono mancati i cambiamenti societari e organizzativi: Azimut Consulenza, Azimut & Partners e, dal 2016, Azimut Capital Management.
Ma, al di là delle denominazioni, è rimasto costante un elemento fondamentale: l’appartenenza a un progetto imprenditoriale nel quale ho creduto e continuo a credere.
Dalla crescita del Gruppo alla quotazione in Borsa
Nel 1996 Azimut era una realtà profondamente diversa da quella di oggi.
In questi trent’anni ho avuto il privilegio di assistere alla sua trasformazione in un gruppo internazionale, capace di ampliare progressivamente il proprio raggio d’azione dal risparmio gestito al wealth management, dagli investimenti nei mercati privati ai servizi di investment banking e alle nuove tecnologie finanziarie.
Un passaggio particolarmente significativo è stato il 2004, anno della quotazione di Azimut Holding alla Borsa di Milano.
Da quel momento sono diventato anche azionista del Gruppo, partecipando al Patto di Sindacato.
Una scelta che, per me, ha rappresentato qualcosa di più di un investimento finanziario: la volontà di condividere, anche come azionista, il destino imprenditoriale della società nella quale svolgo la mia attività professionale.
Ho vissuto le fasi di espansione, le difficoltà dei mercati, le crisi finanziarie e i periodi di profondo cambiamento economico.
Dal crollo dei mercati tecnologici dei primi anni Duemila alla crisi finanziaria globale del 2008, dalla crisi del debito sovrano europeo alla pandemia, fino al ritorno dell’inflazione e alle nuove tensioni geopolitiche.
Ogni fase ha richiesto capacità di adattamento, aggiornamento professionale e, soprattutto, equilibrio nelle scelte di investimento.
Il vero patrimonio costruito in trent’anni
In un’attività come la nostra, i risultati economici sono importanti. Ma non raccontano tutto.
Il patrimonio professionale più prezioso è costituito dalla fiducia delle persone che hanno scelto di affidarmi una parte importante dei propri risparmi, dei propri progetti e delle proprie aspettative.
Alcuni rapporti professionali attraversano ormai diversi decenni. Nel tempo sono cambiate le esigenze, le condizioni familiari, gli obiettivi patrimoniali e previdenziali.
La consulenza finanziaria è cambiata insieme a loro.
Ho sempre cercato di interpretare questo ruolo partendo da una convinzione che continua a rappresentare il principio guida della mia attività:
«Il mio successo professionale coincide con la soddisfazione dei miei clienti».
Non è soltanto una dichiarazione di intenti.
È il criterio con cui considero il valore del mio lavoro.
La soddisfazione di un cliente non si misura esclusivamente attraverso una performance, ma anche nella qualità delle decisioni, nella consapevolezza dei rischi, nella capacità di affrontare momenti difficili e nella costruzione di una pianificazione coerente con i propri obiettivi di vita.
La fiducia richiede tempo per essere conquistata e attenzione costante per essere mantenuta.
Trent’anni mi hanno insegnato soprattutto questo.
L’impegno per la professione
Accanto all’attività con i clienti, ho sempre ritenuto importante contribuire alla crescita e al riconoscimento della nostra professione.
La mia iscrizione ad ANASF risale al 1989.
Nel corso degli anni ho assunto incarichi associativi a livello regionale e, dal novembre 2024, ricopro il ruolo di Consigliere Nazionale.
Ho inoltre avuto l’opportunità di partecipare ai lavori della Commissione esaminatrice dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei Consulenti Finanziari (OCF).
Sono esperienze che hanno rafforzato una convinzione: il futuro della consulenza finanziaria dipende non soltanto dalle capacità dei singoli professionisti, ma anche dalla qualità delle regole, dalla formazione continua e dal riconoscimento del valore sociale della nostra attività.
In un Paese nel quale il risparmio rappresenta una risorsa fondamentale per le famiglie e per l’economia, il consulente finanziario può e deve svolgere una funzione sempre più rilevante.
Trent’anni dopo, una nuova sfida: TNB
Il bello di un percorso professionale così lungo è scoprire che esistono ancora progetti capaci di suscitare lo stesso interesse e lo stesso entusiasmo degli inizi.
Oggi questa prospettiva è rappresentata anche dal progetto TNB, The Next Bank, al quale partecipo come Product Specialist.
È una nuova fase di evoluzione del modello di servizio finanziario, che mette al centro l’integrazione delle competenze, l’ampliamento dell’offerta e la capacità di rispondere a esigenze patrimoniali sempre più articolate.
Dopo trent’anni, continuo a considerare il cambiamento non come una minaccia, ma come un’opportunità.
La tecnologia, l’intelligenza artificiale, l’evoluzione della normativa europea, il crescente ruolo dei mercati privati e le nuove esigenze previdenziali stanno ridisegnando il nostro settore.
Ma c’è un elemento che ritengo insostituibile: la relazione umana.
Gli strumenti cambiano, le opportunità di investimento si moltiplicano e i mercati si trasformano. La responsabilità di aiutare le persone a compiere scelte consapevoli rimane.
Un anniversario, soprattutto un ringraziamento
Oggi desidero ringraziare le persone che hanno condiviso con me questo percorso.
I clienti, prima di tutto, per la fiducia che hanno riposto e continuano a riporre nel mio lavoro.
I colleghi, con i quali ho condiviso esperienze professionali, sfide, confronti e importanti momenti di crescita.
Le persone che, nel corso degli anni, hanno contribuito a costruire e sviluppare Azimut, trasformandola nella realtà che conosciamo oggi.
E naturalmente la mia famiglia, che mi ha accompagnato lungo un percorso professionale intenso e ricco di impegni.
Trent’anni rappresentano una parte importante della vita di una persona.
Per me rappresentano anche la conferma che una scelta professionale, quando poggia su valori solidi e su una visione di lungo periodo, può trasformarsi in una storia di appartenenza, fiducia e crescita reciproca.
Il 10 ottobre 1996 iniziava un percorso.
Il 10 ottobre 2026 celebro trent’anni di quel percorso.
Con orgoglio per quello che è stato costruito, gratitudine verso chi lo ha reso possibile e curiosità per ciò che ci attende.
Perché trent’anni sono un traguardo importante. Ma non un punto di arrivo.
Mario Martino
10 ottobre 2026