
La Savings and Investments Union (SIU) sta progressivamente passando dalla definizione della strategia europea alla sua concreta attuazione nei singoli Stati membri.
Un nuovo esempio arriva dalla Romania, dove il Parlamento ha approvato l’introduzione dei Conturi de Economii și Investiții (CEI), conti di risparmio e investimento costruiti secondo una logica coerente con quella dei Savings and Investment Accounts (SIA) promossi dalla Commissione europea.
Il provvedimento è particolarmente interessante perché mostra come gli Stati membri possano utilizzare strumenti fiscali differenti per perseguire uno degli obiettivi centrali della SIU: favorire il passaggio di una parte del risparmio delle famiglie dai depositi agli investimenti finanziari di medio-lungo periodo.
Due modelli fiscali
La soluzione rumena prevede due differenti tipologie di conto.
Il CEI-S viene alimentato con redditi già assoggettati a tassazione. La logica è quindi quella di evitare una nuova imposizione al momento del prelievo delle somme accumulate secondo le condizioni previste dal regime.
Il CEI-D, invece, utilizza una struttura differente: i contributi beneficiano della deducibilità fiscale al momento del versamento, mentre la tassazione viene rinviata alla fase del prelievo.
Si tratta quindi di due modalità diverse di incentivare l’accumulazione finanziaria di lungo periodo.
Un elemento particolarmente importante è rappresentato dalla possibilità di investire attraverso questi contenitori in differenti categorie di strumenti finanziari, tra cui azioni, obbligazioni e fondi di investimento.
La finalità è permettere al capitale di crescere all’interno del conto riducendo l’attrito fiscale durante la fase di accumulazione e favorendo così gli effetti della capitalizzazione composta.
Dal progetto europeo alle soluzioni nazionali
È proprio questo l’aspetto che rende il caso rumeno interessante nel contesto della Savings and Investments Union.
La Commissione europea non ha proposto la creazione di un unico conto di investimento identico in tutta l’Unione.
Ha invece individuato attraverso i Savings and Investment Accounts un modello di riferimento, lasciando agli Stati membri un significativo margine nella definizione degli incentivi fiscali e delle caratteristiche operative dei rispettivi conti.
Stiamo quindi iniziando a vedere come uno stesso principio europeo possa tradursi in soluzioni nazionali differenti.
L’Irlanda, come abbiamo visto in un precedente aggiornamento, sta lavorando a un Investment Account che dovrebbe superare anche alcune delle criticità del proprio sistema fiscale, tra cui il particolare meccanismo del deemed disposal applicato a molti fondi ed ETF.
La Romania segue una strada diversa, proponendo due regimi fiscali alternativi.
Il denominatore comune, però, è evidente: rendere più semplice e conveniente per le famiglie investire nel lungo periodo.
Il collegamento con la recente analisi della BCE
La decisione rumena assume ancora maggiore significato se letta insieme alla recente analisi della Banca Centrale Europea sulla composizione del patrimonio finanziario delle famiglie dell’area euro.
La BCE ha evidenziato come quasi 10.000 miliardi di euro siano ancora detenuti in contanti e depositi bancari a basso rendimento e come circa l’80% delle famiglie dell’area euro non possieda azioni o altri strumenti finanziari di mercato.
Il problema europeo, quindi, non è la mancanza di risparmio.
È la difficoltà nel trasformare una parte maggiore di quel risparmio in capitale investito.
La stessa BCE ha indicato tra le possibili risposte prodotti semplici e accessibili, maggiore educazione finanziaria, sistemi pensionistici orientati all’investimento di lungo periodo e una rapida diffusione dei Savings and Investment Accounts.
Il caso rumeno rappresenta quindi un ulteriore tassello di questo processo.
E l’Italia?
A questo punto diventa inevitabile interrogarsi anche sull’Italia.
Il nostro Paese dispone già di strumenti fiscalmente incentivati, a partire dai PIR, ma la logica dei Savings and Investment Accounts europei è potenzialmente più ampia.
L’obiettivo non è soltanto indirizzare il risparmio verso determinate categorie di imprese o investimenti, ma creare un contenitore semplice, riconoscibile e fiscalmente efficiente attraverso il quale una platea molto più ampia di cittadini possa partecipare ai mercati finanziari.
Le esperienze che stanno emergendo nei diversi Paesi europei saranno quindi importanti anche per valutare l’eventuale evoluzione del modello italiano.
Il ruolo della consulenza
C’è infine un aspetto che considero particolarmente rilevante.
Se l’obiettivo europeo è trasferire una parte maggiore del risparmio dai depositi agli investimenti, l’incentivo fiscale da solo difficilmente sarà sufficiente.
La stessa analisi della BCE richiama problemi di conoscenza finanziaria, percezione del rischio e fiducia nei mercati.
Per trasformare un risparmiatore in un investitore non basta quindi creare un nuovo contenitore fiscale.
Occorre accompagnarlo nella definizione degli obiettivi, nella comprensione del rischio, nella costruzione di un portafoglio coerente e, soprattutto, nella capacità di mantenere nel tempo le proprie scelte di investimento.
In questo senso, Savings and Investment Accounts e consulenza finanziaria possono essere due componenti complementari della stessa strategia.
La SIU sta entrando progressivamente nella fase dell’attuazione. Dopo le strategie, le raccomandazioni e i progetti europei, iniziano ad arrivare le soluzioni concrete degli Stati membri.
Sarà interessante osservare quali modelli si dimostreranno più efficaci e, soprattutto, quale strada deciderà di seguire l’Italia.
Fonti
Commissione europea – Savings and Investment Accounts
https://finance.ec.europa.eu/publications/commission-recommendation-increasing-availability-savings-and-investment-accounts-simplified-and_en
Commissione europea – Savings and Investments Union
https://finance.ec.europa.eu/regulation-and-supervision/savings-and-investments-union_en
Romania Journal – Romania Approves Tax-Free Savings and Investment Accounts
https://www.romaniajournal.ro/business/financial/romania-approves-tax-free-savings-and-investment-accounts/



