ESMA guarda al 2027: dalla Savings and Investments Union all’attuazione concreta


Il percorso verso la Savings and Investments Union (SIU) sta progressivamente passando dalla definizione delle nuove regole alla loro attuazione.

Un’indicazione importante arriva dall’Annual Work Programme 2027 di ESMA, pubblicato il 28 settembre 2026, nel quale l’Autorità europea dei mercati finanziari individua le proprie priorità per il prossimo anno.

Il documento assume particolare interesse perché il 2027 sarà un anno nel quale diversi dossier che stiamo seguendo — dalla Retail Investment Strategy (RIS) all’integrazione dei mercati europei — entreranno sempre più nella fase tecnica e applicativa.

SIU: dall’architettura all’implementazione

La Savings and Investments Union nasce con un obiettivo ambizioso: creare un mercato europeo dei capitali più integrato, capace contemporaneamente di offrire migliori opportunità di investimento ai cittadini e di convogliare una quota maggiore del risparmio verso il finanziamento dell’economia europea.

Il programma ESMA conferma che l’Autorità sarà direttamente coinvolta nell’attuazione di diverse iniziative collegate alla SIU.

Questo lavoro procederà mentre Parlamento europeo e Consiglio continueranno a confrontarsi sul Market Integration and Supervision Package (MISP), uno dei principali strumenti attraverso i quali l’Unione europea intende ridurre la frammentazione dei mercati finanziari nazionali.

Il punto centrale è evidente: non basta incentivare gli europei a investire di più. Occorre contemporaneamente costruire mercati più integrati, efficienti e accessibili, nei quali quel risparmio possa essere investito.

Semplificare senza ridurre la protezione dell’investitore

Contestualmente al Work Programme, ESMA ha pubblicato anche un documento dedicato alla semplificazione e alla riduzione degli oneri regolamentari.

È un tema particolarmente importante.

Negli ultimi anni la normativa europea sui servizi finanziari è diventata progressivamente più articolata. MiFID, PRIIPs, SFDR e numerosi altri interventi hanno aumentato il livello di tutela dell’investitore, ma hanno anche determinato sovrapposizioni informative e un incremento degli adempimenti per intermediari e consulenti.

L’obiettivo indicato da ESMA non è una deregolamentazione.

La direzione è piuttosto quella di eliminare duplicazioni, rendere gli obblighi maggiormente proporzionati e migliorare il coordinamento dei flussi informativi e delle attività di vigilanza.

La sfida sarà quindi trovare un equilibrio tra due esigenze entrambe importanti: mantenere un elevato livello di protezione dell’investitore e rendere più semplice ed efficiente il rapporto tra cliente, consulente e intermediario.

Retail Investment Strategy: il lavoro si sposta sul Livello 2

Un altro dossier particolarmente rilevante è naturalmente la Retail Investment Strategy.

Dopo il lavoro svolto a livello politico e legislativo, una parte crescente dell’attenzione si sta spostando sulle norme tecniche di attuazione.

La Commissione europea ha già affidato a ESMA ed EIOPA due mandati paralleli di technical advice, rispettivamente per il perimetro degli strumenti finanziari e per quello dei prodotti assicurativi di investimento.

I temi sono particolarmente importanti per l’attività quotidiana della consulenza:

  • Value for Money;
  • confronto tra prodotti e peer grouping;
  • inducements;
  • controllo degli undue costs;
  • product governance;
  • suitability e customer journey;
  • semplificazione delle informazioni destinate all’investitore.

Il technical advice di ESMA ed EIOPA è previsto entro il 1° ottobre 2027.

Sarà probabilmente proprio questa fase a determinare buona parte dell’impatto concreto della RIS.

Le norme di primo livello stabiliscono infatti l’architettura generale, mentre gli atti delegati e le norme tecniche definiranno nel dettaglio come intermediari e consulenti dovranno applicare i nuovi principi nella relazione con il cliente.

Il Value for Money sarà uno dei punti centrali

Tra i temi da seguire con maggiore attenzione rimane quello del Value for Money.

L’obiettivo europeo è verificare che costi e commissioni dei prodotti siano giustificati e proporzionati rispetto alle caratteristiche, ai servizi e ai benefici offerti all’investitore.

Ma trasformare questo principio in una metodologia operativa richiede di risolvere questioni tutt’altro che semplici.

Quali prodotti devono essere confrontati tra loro?

Come devono essere costruiti i gruppi di prodotti comparabili?

Quale peso attribuire ai costi rispetto alle caratteristiche del prodotto, ai servizi ricevuti e al mercato di riferimento?

Sono proprio le risposte tecniche a queste domande che determineranno l’impatto effettivo della nuova disciplina sulla distribuzione finanziaria.

Anche l’infrastruttura ESG entra nella nuova fase

Nel Work Programme 2027 ESMA richiama inoltre i nuovi compiti di vigilanza sui provider di rating ESG e sugli external reviewers degli European Green Bonds.

Il tema si collega indirettamente anche alla revisione di SFDR.

L’Europa sta infatti cercando di costruire una filiera informativa più coerente: dati prodotti dalle imprese, valutazioni ESG, classificazione dei prodotti finanziari e informazioni utilizzate da intermediari e consulenti nella relazione con il cliente.

Anche in questo caso, la parola chiave sarà coerenza.

Cosa significa per la consulenza finanziaria

Mettendo insieme i diversi dossier emerge, a mio avviso, un cambiamento interessante.

La prima fase della costruzione della SIU si è concentrata soprattutto sulla definizione dell’architettura normativa: RIS, Savings and Investment Accounts, PEPP, revisione SFDR e integrazione dei mercati.

La fase successiva sarà sempre più dedicata a come queste regole funzioneranno concretamente.

Per i consulenti finanziari questo significa che il 2027 potrebbe essere un anno particolarmente importante.

Value for Money, inducements, product governance, sostenibilità, informazioni al cliente e semplificazione normativa non sono infatti temi separati: stanno progressivamente convergendo verso un nuovo modello europeo della distribuzione finanziaria.

L’obiettivo dichiarato rimane quello di aumentare la partecipazione dei cittadini ai mercati finanziari mantenendo un elevato livello di protezione degli investitori.

Per raggiungerlo, tuttavia, sarà essenziale evitare che la complessità delle regole finisca per rendere più difficile proprio quella partecipazione che la Savings and Investments Union intende favorire.

Il Work Programme 2027 di ESMA rappresenta quindi un ulteriore segnale del passaggio che stiamo osservando: dalla costruzione della normativa alla sua concreta implementazione.

Ed è probabilmente proprio in questa seconda fase che si definirà il reale impatto della Savings and Investments Union sull’attività degli intermediari, dei consulenti finanziari e sulle scelte degli investitori europei.

Fonti

ESMA – 2027 Annual Work Programme
https://www.esma.europa.eu/

ESMA – Simplification and burden reduction
https://www.esma.europa.eu/

Commissione europea – Savings and Investments Union
https://finance.ec.europa.eu/regulation-and-supervision/savings-and-investments-union_en

Azimut Global View – Banche centrali sotto i riflettori


  • Nell’arco di otto giorni, Fed, BCE e BOJ hanno tutte rialzato i tassi, mentre la BOE ha mantenuto inalterata la politica monetaria con una votazione di 6-3 e un orientamento restrittivo.
  • Con le economie globali che mostrano resilienza allo shock energetico nel Medio Oriente e l’inflazione che rimane ben al di sopra del target, le banche centrali non hanno avuto altra scelta se non stringere la politica monetaria per preservare la
    propria credibilità.
  • I titoli di Stato ne hanno risentito maggiormente: i rendimenti dei titoli di Stato a livello globale sono aumentati ulteriormente, raggiungendo i massimi del periodo post Covid in diverse giurisdizioni.

Implicazioni e prospettive per i titoli di Stato globali

Savings and Investment Accounts: anche la Romania passa all’attuazione


La Savings and Investments Union (SIU) sta progressivamente passando dalla definizione della strategia europea alla sua concreta attuazione nei singoli Stati membri.

Un nuovo esempio arriva dalla Romania, dove il Parlamento ha approvato l’introduzione dei Conturi de Economii și Investiții (CEI), conti di risparmio e investimento costruiti secondo una logica coerente con quella dei Savings and Investment Accounts (SIA) promossi dalla Commissione europea.

Il provvedimento è particolarmente interessante perché mostra come gli Stati membri possano utilizzare strumenti fiscali differenti per perseguire uno degli obiettivi centrali della SIU: favorire il passaggio di una parte del risparmio delle famiglie dai depositi agli investimenti finanziari di medio-lungo periodo.

Due modelli fiscali

La soluzione rumena prevede due differenti tipologie di conto.

Il CEI-S viene alimentato con redditi già assoggettati a tassazione. La logica è quindi quella di evitare una nuova imposizione al momento del prelievo delle somme accumulate secondo le condizioni previste dal regime.

Il CEI-D, invece, utilizza una struttura differente: i contributi beneficiano della deducibilità fiscale al momento del versamento, mentre la tassazione viene rinviata alla fase del prelievo.

Si tratta quindi di due modalità diverse di incentivare l’accumulazione finanziaria di lungo periodo.

Un elemento particolarmente importante è rappresentato dalla possibilità di investire attraverso questi contenitori in differenti categorie di strumenti finanziari, tra cui azioni, obbligazioni e fondi di investimento.

La finalità è permettere al capitale di crescere all’interno del conto riducendo l’attrito fiscale durante la fase di accumulazione e favorendo così gli effetti della capitalizzazione composta.

Dal progetto europeo alle soluzioni nazionali

È proprio questo l’aspetto che rende il caso rumeno interessante nel contesto della Savings and Investments Union.

La Commissione europea non ha proposto la creazione di un unico conto di investimento identico in tutta l’Unione.

Ha invece individuato attraverso i Savings and Investment Accounts un modello di riferimento, lasciando agli Stati membri un significativo margine nella definizione degli incentivi fiscali e delle caratteristiche operative dei rispettivi conti.

Stiamo quindi iniziando a vedere come uno stesso principio europeo possa tradursi in soluzioni nazionali differenti.

L’Irlanda, come abbiamo visto in un precedente aggiornamento, sta lavorando a un Investment Account che dovrebbe superare anche alcune delle criticità del proprio sistema fiscale, tra cui il particolare meccanismo del deemed disposal applicato a molti fondi ed ETF.

La Romania segue una strada diversa, proponendo due regimi fiscali alternativi.

Il denominatore comune, però, è evidente: rendere più semplice e conveniente per le famiglie investire nel lungo periodo.

Il collegamento con la recente analisi della BCE

La decisione rumena assume ancora maggiore significato se letta insieme alla recente analisi della Banca Centrale Europea sulla composizione del patrimonio finanziario delle famiglie dell’area euro.

La BCE ha evidenziato come quasi 10.000 miliardi di euro siano ancora detenuti in contanti e depositi bancari a basso rendimento e come circa l’80% delle famiglie dell’area euro non possieda azioni o altri strumenti finanziari di mercato.

Il problema europeo, quindi, non è la mancanza di risparmio.

È la difficoltà nel trasformare una parte maggiore di quel risparmio in capitale investito.

La stessa BCE ha indicato tra le possibili risposte prodotti semplici e accessibili, maggiore educazione finanziaria, sistemi pensionistici orientati all’investimento di lungo periodo e una rapida diffusione dei Savings and Investment Accounts.

Il caso rumeno rappresenta quindi un ulteriore tassello di questo processo.

E l’Italia?

A questo punto diventa inevitabile interrogarsi anche sull’Italia.

Il nostro Paese dispone già di strumenti fiscalmente incentivati, a partire dai PIR, ma la logica dei Savings and Investment Accounts europei è potenzialmente più ampia.

L’obiettivo non è soltanto indirizzare il risparmio verso determinate categorie di imprese o investimenti, ma creare un contenitore semplice, riconoscibile e fiscalmente efficiente attraverso il quale una platea molto più ampia di cittadini possa partecipare ai mercati finanziari.

Le esperienze che stanno emergendo nei diversi Paesi europei saranno quindi importanti anche per valutare l’eventuale evoluzione del modello italiano.

Il ruolo della consulenza

C’è infine un aspetto che considero particolarmente rilevante.

Se l’obiettivo europeo è trasferire una parte maggiore del risparmio dai depositi agli investimenti, l’incentivo fiscale da solo difficilmente sarà sufficiente.

La stessa analisi della BCE richiama problemi di conoscenza finanziaria, percezione del rischio e fiducia nei mercati.

Per trasformare un risparmiatore in un investitore non basta quindi creare un nuovo contenitore fiscale.

Occorre accompagnarlo nella definizione degli obiettivi, nella comprensione del rischio, nella costruzione di un portafoglio coerente e, soprattutto, nella capacità di mantenere nel tempo le proprie scelte di investimento.

In questo senso, Savings and Investment Accounts e consulenza finanziaria possono essere due componenti complementari della stessa strategia.

La SIU sta entrando progressivamente nella fase dell’attuazione. Dopo le strategie, le raccomandazioni e i progetti europei, iniziano ad arrivare le soluzioni concrete degli Stati membri.

Sarà interessante osservare quali modelli si dimostreranno più efficaci e, soprattutto, quale strada deciderà di seguire l’Italia.

Fonti

Commissione europea – Savings and Investment Accounts
https://finance.ec.europa.eu/publications/commission-recommendation-increasing-availability-savings-and-investment-accounts-simplified-and_en

Commissione europea – Savings and Investments Union
https://finance.ec.europa.eu/regulation-and-supervision/savings-and-investments-union_en

Romania Journal – Romania Approves Tax-Free Savings and Investment Accounts
https://www.romaniajournal.ro/business/financial/romania-approves-tax-free-savings-and-investment-accounts/

Pubblicazione BCE su SIU e SIA


C’è una nuova pubblicazione sostanziale sul fronte SIU/SIA, uscita il 15 settembre 2026 dalla European Central Bank. Non modifica ancora la normativa, ma è rilevante perché fornisce una base quantitativa molto forte alle politiche che stiamo seguendo.

La BCE stima che le famiglie dell’area euro detengano quasi 10.000 miliardi di euro in contanti e depositi bancari a basso rendimento, circa un terzo delle loro attività finanziarie. Ancora più significativo: circa l’80% delle famiglie non possiede azioni né altri strumenti finanziari di mercato. Solo il 4% rientra nel gruppo che investe una quota significativa del patrimonio direttamente in azioni, obbligazioni, fondi o ETF. (European Central Bank)

Il confronto con gli Stati Uniti rende particolarmente evidente il problema che la Savings and Investments Union cerca di affrontare. Nell’area euro circa un terzo delle attività finanziarie familiari è detenuto in depositi, contro appena l’11% negli USA. Anche considerando soltanto il 20% delle famiglie più ricche, oltre il 65% delle famiglie americane possiede azioni quotate, obbligazioni o fondi, contro meno del 45% nell’area euro. La BCE conclude quindi che il divario non può essere spiegato semplicemente dalla mancanza di risorse disponibili: incidono cultura finanziaria, disponibilità dei prodotti e struttura dei sistemi previdenziali. (European Central Bank)

Il collegamento con SIA e SIU

La parte politicamente più interessante è la conclusione. Gli economisti BCE indicano esplicitamente tre strumenti: educazione finanziaria, prodotti di investimento semplici e accessibili e sistemi pensionistici che favoriscano l’investimento di lungo periodo. Citano inoltre positivamente gli equity investment accounts finlandesi come esempio di conto di investimento capace di aumentare la partecipazione ai mercati. (European Central Bank)

Soprattutto, la pubblicazione afferma espressamente che sarà essenziale procedere rapidamente con i Savings and Investment Accounts (SIA) e con le riforme pensionistiche nell’ambito della SIU. (European Central Bank)

Questo rafforza il filo conduttore che sta emergendo dagli aggiornamenti delle ultime settimane: SIA, PEPP/riforma pensionistica e SIU non sono iniziative separate, ma parti di una strategia per spostare una quota del risparmio europeo dai depositi verso investimenti di mercato di lungo periodo.

Per i consulenti finanziari vedo un’implicazione particolarmente importante: la BCE non individua come problema soltanto i costi dei prodotti o la distribuzione, ma anche fiducia, conoscenza finanziaria, percezione del rischio e accessibilità dei prodotti. Questo sostiene una concezione della consulenza come strumento per aumentare la partecipazione ai mercati, e non semplicemente come costo della distribuzione da comprimere.

BCE – Why Europeans save differently — and how to put those savings to work, 15 settembre 2026

Retail Investment Strategy: dopo ESMA, la Commissione affida a EIOPA il secondo pilastro dell’attuazione


Nel precedente aggiornamento del 26 agosto avevo analizzato la richiesta formale con cui la Commissione europea ha affidato a ESMA la preparazione del technical advice necessario per tradurre la Retail Investment Strategy (RIS) nelle future misure di livello 2 relative a MiFID II, UCITS e AIFMD.

Il quadro ora si completa.

La Commissione europea ha infatti affidato un mandato parallelo anche a EIOPA, chiamata a predisporre il technical advice per le modifiche alla Insurance Distribution Directive (IDD) e, quindi, per la parte della Retail Investment Strategy che riguarda la distribuzione dei prodotti di investimento assicurativi (IBIPs).

Non si tratta di due iniziative separate. È un unico processo regolamentare articolato su due autorità europee di vigilanza:

ESMA → MiFID II, UCITS e AIFMD

EIOPA → IDD e Insurance-Based Investment Products

La Commissione chiede inoltre esplicitamente alle due autorità di coordinarsi, insieme al Joint Committee delle ESAs quando necessario, per assicurare coerenza tra i diversi regimi normativi e con il quadro PRIIPs.

EIOPA: cinque aree di intervento

Il mandato affidato a EIOPA riguarda alcuni dei temi più importanti della Retail Investment Strategy:

1. Product Oversight & Governance e Value for Money

EIOPA dovrà contribuire alla definizione delle regole con cui valutare se costi e oneri degli IBIPs siano giustificati e proporzionati rispetto alle caratteristiche, alle performance, ai servizi e agli altri benefici offerti al cliente.

Il principio del Value for Money assume quindi una dimensione trasversale: non riguarderà soltanto gli strumenti e i prodotti sottoposti al perimetro MiFID/UCITS/AIFMD, ma anche i prodotti di investimento assicurativi.

2. Inducement

EIOPA dovrà precisare le condizioni alle quali commissioni e altri incentivi possono essere considerati compatibili con l’obbligo di agire nel migliore interesse del cliente.

Un elemento particolarmente importante sarà la definizione del “tangible benefit”, cioè del beneficio concreto che il cliente deve ricevere in relazione all’incentivo corrisposto.

È un tema destinato ad avere conseguenze dirette sui modelli distributivi e sulla capacità degli intermediari di dimostrare il valore effettivamente prodotto dal servizio di consulenza.

3. Semplificazione del percorso dell’investitore retail

Anche nel settore assicurativo la Commissione punta a rendere il processo di investimento più semplice, senza ridurre la protezione dell’investitore.

EIOPA dovrà quindi valutare come rendere più proporzionati alcuni obblighi informativi e distributivi.

4. Suitability, appropriateness e simple advice

Il lavoro dovrà raccordarsi con il nuovo modello di consulenza semplificata previsto dalla RIS.

L’obiettivo europeo è creare un percorso più semplice per determinati prodotti, mantenendo al tempo stesso adeguate garanzie per il cliente.

5. Comunicazioni di marketing

EIOPA dovrà infine contribuire alla definizione delle regole applicabili alle comunicazioni commerciali, altro tassello del nuovo sistema europeo di tutela dell’investitore retail.

ESMA ed EIOPA: un’unica architettura regolamentare

È probabilmente questo l’aspetto più interessante del nuovo passaggio.

La Commissione sta costruendo l’attuazione della Retail Investment Strategy attraverso due binari paralleli e coordinati.

Da una parte ESMA lavorerà sul mondo degli strumenti finanziari e dei fondi; dall’altra EIOPA sul mondo assicurativo.

Ma i principi che dovranno emergere sono sostanzialmente comuni:

Value for Money – inducement – best interest – product governance – suitability – semplificazione – trasparenza.

La distinzione normativa tra MiFID II e IDD rimane, ma la direzione politica appare sempre più chiaramente convergente.

Per il consulente finanziario questo significa che la valutazione del prodotto non potrà essere separata dalla valutazione del servizio complessivamente fornito al cliente.

Il tema centrale diventa quindi non soltanto quanto costa un prodotto, ma quale valore produce all’interno della soluzione di investimento e del percorso di consulenza.

La scadenza: 1° ottobre 2027

Anche EIOPA, come ESMA, dovrà consegnare il proprio technical advice alla Commissione entro il 1° ottobre 2027.

Da qui emergeranno molti dei criteri operativi che determineranno concretamente come la RIS sarà applicata da intermediari, produttori e distributori.

Assumendo la pubblicazione definitiva della direttiva entro gennaio 2027, lo scenario indicato dalla Commissione continua a prevedere l’applicazione della nuova disciplina da luglio 2029.

Siamo quindi entrati nella fase forse meno visibile politicamente, ma più importante dal punto di vista operativo: quella nella quale i principi concordati dal legislatore europeo devono essere trasformati nelle regole che intermediari e consulenti dovranno concretamente applicare.

Per questo sarà particolarmente importante seguire nei prossimi mesi il lavoro di ESMA ed EIOPA in parallelo.

Documenti

Articolo precedente – Aggiornamenti normative UE 26.08.26
https://mariomartino.info/2026/08/26/aggiornamenti-normative-ue-26-08-26/

ESMA – European Commission’s request for technical advice sulla RIS
https://www.esma.europa.eu/document/european-commissions-request-technical-advice-implementation-amendments-mifid-ii-ucits

EIOPA – EU Commission request for technical advice sulla RIS/IDD
https://www.eiopa.europa.eu/publications/eu-commission-request-eiopas-technical-advice-content-delegated-acts-under-idd-context-retail_en