
La Savings and Investments Union (SIU) compie un nuovo passo concreto.
Il 9 ottobre 2026 il Consiglio dell’Unione europea ha raggiunto un accordo politico sugli elementi principali della propria posizione negoziale sul Market Integration and Supervision Package (MISP), il pacchetto che punta a ridurre la frammentazione dei mercati dei capitali europei e a rafforzare la vigilanza a livello UE. Consiglio dell’Unione Europea
Si tratta di uno dei dossier centrali della SIU.
L’obiettivo di fondo è noto: l’Europa dispone di un’enorme massa di risparmio, ma una quota rilevante resta concentrata in depositi bancari a basso rendimento anziché finanziare direttamente imprese, innovazione e crescita.
Secondo il Consiglio, circa 10.000 miliardi di euro di risparmio delle famiglie europee sono ancora detenuti in depositi bancari. Parallelamente, i mercati dei capitali europei rimangono molto più piccoli e frammentati rispetto a quelli statunitensi. Consiglio dell’Unione Europea
Più vigilanza europea per i principali operatori
Uno degli elementi più importanti dell’accordo riguarda il ruolo di ESMA.
Secondo la posizione concordata dal Consiglio, la vigilanza sui più importanti operatori transfrontalieri verrebbe trasferita dalle autorità nazionali direttamente all’Autorità europea.
Il nuovo perimetro comprenderebbe, in particolare:
- le sedi di negoziazione transfrontaliere più rilevanti;
- alcuni depositari centrali di titoli, i CSD;
- le principali controparti centrali, le CCP;
- i maggiori crypto-asset service providers con rilevante attività transfrontaliera.
L’obiettivo è ottenere una vigilanza più uniforme sui soggetti la cui attività ha ormai una dimensione effettivamente europea. Consiglio dell’Unione Europea
Il Consiglio ha però adottato un’impostazione più prudente rispetto alla proposta originaria della Commissione.
Non tutti gli operatori transfrontalieri verrebbero infatti automaticamente trasferiti sotto la vigilanza diretta di ESMA: il testo introduce criteri di significatività destinati a circoscrivere il nuovo perimetro.
Anche nel settore crypto, per esempio, la proposta iniziale della Commissione prevedeva un trasferimento più ampio, mentre il Consiglio limita la supervisione immediata di ESMA ai provider transfrontalieri più significativi. Consiglio dell’Unione Europea
Una nuova governance per ESMA
Il rafforzamento dei poteri di vigilanza richiede inevitabilmente anche una diversa organizzazione interna.
La posizione del Consiglio prevede quindi la creazione di un Executive Board permanente di ESMA, formato da un presidente e cinque membri indipendenti a tempo pieno.
Il nuovo organo avrebbe il compito di gestire l’operatività dell’Autorità e assumere le decisioni relative ai soggetti direttamente vigilati.
Rimarrebbe comunque centrale il Board of Supervisors, nel quale sono rappresentate le autorità nazionali e che continuerebbe a occuparsi delle decisioni regolamentari, della strategia, del bilancio e della convergenza della vigilanza. Consiglio dell’Unione Europea
Il modello che emerge non è quindi una sostituzione completa delle autorità nazionali, ma una progressiva costruzione di un sistema di vigilanza europeo più integrato.
Arriva il “passaporto” europeo per i depositari dei fondi
Un altro elemento particolarmente rilevante riguarda il settore del risparmio gestito.
Oggi, in linea generale, un fondo deve utilizzare un depositario stabilito nello stesso Stato membro.
Il MISP introduce invece un depositary passport, che consentirebbe a un fondo di nominare un depositario situato in un altro Paese dell’Unione europea.
La finalità è evidente: aumentare la concorrenza, ampliare la scelta e favorire la nascita di un mercato europeo della gestione patrimoniale realmente integrato. Consiglio dell’Unione Europea
Il compromesso del Consiglio contiene tuttavia una limitazione significativa: l’introduzione del passaporto sarebbe facoltativa per i singoli Stati membri.
È un esempio interessante della tensione che continua a caratterizzare la costruzione della SIU: da una parte l’obiettivo di creare un vero mercato unico, dall’altra la volontà degli Stati di mantenere un certo grado di autonomia sulle proprie infrastrutture finanziarie.
Nasce anche il Pan-European Market Operator
Il Consiglio mantiene inoltre la proposta della Commissione di creare il nuovo regime PEMO – Pan-European Market Operator.
Le infrastrutture che aderiranno volontariamente al regime potranno gestire più sedi operative nell’Unione attraverso un’unica autorizzazione europea e sotto la vigilanza diretta di ESMA.
Il meccanismo mira a ridurre la necessità di operare attraverso autorizzazioni e regimi nazionali differenti e potrebbe quindi contribuire alla creazione di operatori di mercato realmente paneuropei. Consiglio dell’Unione Europea
Più spazio alla tecnologia DLT
Il pacchetto interviene anche sul DLT Pilot Regime, il quadro sperimentale europeo destinato alla negoziazione e al regolamento di strumenti finanziari tramite tecnologie a registro distribuito.
La posizione del Consiglio amplia il volume delle attività che potranno essere svolte all’interno del regime.
L’obiettivo è favorire l’utilizzo della blockchain e delle infrastrutture digitali nella negoziazione e nel regolamento dei titoli, riducendo potenzialmente costi e complessità operative. Consiglio dell’Unione Europea
È un aspetto da non sottovalutare.
L’integrazione dei mercati europei non passa infatti soltanto attraverso l’armonizzazione normativa, ma anche attraverso la costruzione di infrastrutture tecnologiche comuni.
Un accordo importante, ma il percorso legislativo non è concluso
È importante chiarire lo stato dell’iter.
Il Consiglio ha raggiunto un accordo politico sugli elementi fondamentali della propria posizione negoziale, ma il testo deve ancora essere finalizzato e formalmente adottato.
Il Parlamento europeo, nel frattempo, non ha ancora adottato la propria posizione: il dossier risulta ancora in fase di esame presso la commissione ECON. Osservatorio Legislativo
I negoziati interistituzionali potranno quindi iniziare soltanto quando anche il Parlamento avrà definito il proprio mandato.
Il MISP è composto da tre provvedimenti:
- una Master Regulation;
- una Master Directive, che modifica anche MiFID II, UCITS e AIFMD;
- un nuovo regolamento sulla Settlement Finality.
Non siamo quindi ancora davanti alla normativa definitiva, ma il passaggio del 9 ottobre segna un avanzamento politico significativo. Consiglio dell’Unione Europea
Cosa significa per consulenti e investitori
Nell’immediato, il MISP non modifica gli obblighi del consulente finanziario nella relazione con il cliente.
Non interviene direttamente su suitability, inducements o Value for Money, temi che appartengono soprattutto alla Retail Investment Strategy.
Gli effetti sono più strutturali.
Un mercato europeo più integrato potrebbe favorire:
maggiore concorrenza tra operatori e gestori;
riduzione dei costi legati alla frammentazione nazionale;
più facilità nella distribuzione transfrontaliera dei prodotti;
maggiore efficienza nelle infrastrutture di negoziazione e regolamento;
più capacità dei mercati europei di finanziare imprese e investimenti.
Per l’investitore, quindi, il beneficio potenziale non nasce da un nuovo incentivo fiscale o da una nuova tipologia di prodotto, ma da un mercato più ampio, efficiente e competitivo.
La SIU sta entrando nella fase dell’integrazione concreta
Il significato politico ed economico del MISP va però oltre le singole disposizioni.
Negli ultimi mesi abbiamo visto la SIU svilupparsi su più fronti.
Con i Savings and Investment Accounts, l’Europa cerca di incentivare la partecipazione dei cittadini ai mercati.
Con la Retail Investment Strategy, interviene sulle regole della distribuzione e sulla protezione dell’investitore.
Con la revisione del PEPP, prova a rafforzare il risparmio previdenziale di lungo periodo.
Con le iniziative fiscali e le procedure di infrazione, cerca di eliminare gli ostacoli nazionali alla libera circolazione dei capitali.
Con il MISP, infine, interviene direttamente sull’architettura dei mercati e della vigilanza.
Il quadro che emerge è sempre più coerente: non basta convincere i cittadini europei a investire una parte maggiore del proprio risparmio; occorre contemporaneamente costruire un mercato dei capitali capace di assorbire quel risparmio in maniera efficiente e realmente transfrontaliera.
Una coincidenza significativa: Carlo Comporti alla guida di ESMA
La giornata del 9 ottobre è stata importante anche sotto il profilo istituzionale.
Il Consiglio ha formalmente nominato Carlo Comporti nuovo presidente di ESMA.
Comporti, attualmente commissario CONSOB e già membro degli organi di governo di ESMA, entrerà in carica il 1° novembre 2026 per un mandato di cinque anni, rinnovabile una volta. Il Parlamento europeo aveva approvato la sua nomina il 15 settembre. Consiglio dell’Unione Europea
La coincidenza temporale è significativa.
Comporti guiderà ESMA proprio mentre l’Autorità potrebbe ricevere nuovi poteri di vigilanza diretta e mentre entreranno nella fase applicativa altri dossier centrali come RIS, SFDR 2.0 e le ulteriori iniziative della Savings and Investments Union.
Conclusioni
L’accordo raggiunto dal Consiglio sul MISP rappresenta quindi un passaggio importante nella costruzione della Savings and Investments Union.
Non siamo ancora alla conclusione dell’iter e il Parlamento potrebbe modificare diversi elementi del compromesso raggiunto dagli Stati membri.
Ma la direzione è ormai evidente.
La SIU sta progressivamente passando dalla definizione degli obiettivi alla costruzione concreta di un mercato europeo dei capitali più integrato, con meno barriere nazionali e una vigilanza sempre più europea.
Il prossimo passaggio da seguire sarà quindi la posizione del Parlamento europeo e, successivamente, il trilogo.
È lì che capiremo quale sarà il reale grado di integrazione che l’Europa è pronta ad accettare.
Fonti
Consiglio UE – Market Integration and Supervision Package: quadro e stato dell’iter
Parlamento europeo – MISP Master Directive, procedura 2025/0382(COD)
Parlamento europeo – MISP Master Regulation, procedura 2025/0383(COD)